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lunedì 30 aprile 2012

Ogni bambino, per crescere ed imparare, ha bisogno di sviluppare costanti relazioni di accudimento, necessita di protezione fisica e di sicurezza, deve vivere esperienze appropriate al grado di sviluppo, deve trovarsi inserito in una struttura comunitaria che lo accolga per quello che è e gli fornisca il supporto di cui necessita affinché la sua crescita si concretizzi nel modo più funzionale e sereno possibile.
Il Diritto di Partecipazione alla vita sociale e scolastica va assicurato anche e soprattutto a quei bimbi affetti da forme di disabilità o con difficoltà di apprendimento.
Uno degli strumenti che assicura una buona inclusione nonché autonomia è il PC.
Sono sempre più numerosi gli ausili, gli hardware e i software programmati per garantire fruibilità. Dalle tastiere facilitate, espanse o ridotte, ai dispositivi in grado di fornire mezzi di comunicazione alternativi a chi non è in grado di farlo con la voce o con i gesti, agli strumenti compensativi come i software per la lettura dei libri digitali.
E' importante che si sia sviluppato un sistema dedicato ai bambini meno fortunati di altri tale da permettere loro di partecipare ed essere coinvolti attivamente durante le lezioni scolastiche, che adesso sono anche supportate dalle LIM lavagne interattive multimediali, nonché di essere presenti nel circuito dei social network che permette di essere in contatto con gli amici anche da casa.
Naturalmente l'inclusione sociale avviene tramite la comunicazione in presenza, quella face to face per intendersi, che non deve assolutamente essere sostituita dall'interfaccia monitor per interagire col mondo intorno e soprattutto per giocare e divertirsi con i compagni.


venerdì 23 marzo 2012

I DIRITTI DEI BAMBINI


4 spot realizzati dallo Studio CRABTOON                                                                                        a supporto dell'Associazione Onlus VILLAGGIO DEI BAMBINI ITALIA


LO STUDIO E' UN DIRITTO   http://vimeo.com/37768063

IL CIBO E' UN DIRITTO           http://vimeo.com/37766943

LA SALUTE E' UN DIRITTO  http://vimeo.com/37764846

IL GIOCO E' UN DIRITTO      






mercoledì 14 marzo 2012

La tutela dei diritti dei minori. Strategie...

La politica per l’infanzia si sviluppa principalmente attraverso una politica generale attenta alle esigenze di sviluppo di tutti gli uomini e della comunità nel suo insieme.

Un'effettiva politica dell'infanzia non può non svilupparsi se si affrontano solo le situazioni di emergenza nel momento in cui i problemi esplodono cercando interventi tampone ovvero assumendo singole iniziative estemporanee fuori di un’organica visione dei problemi di fondo e senza un’adeguata conoscenza globale della reale condizione dell’infanzia e dell’adolescenza. Una strategia adeguata esige non solo una documentazione sicura della condizione di vita del pianeta infanzia.

Occorre che le leggi in favore dei soggetti in formazione possano, attraverso la predisposizione di strumenti adeguati di applicazione, realmente incidere nella realtà; che l’attività legislativa sia coniugata con una prassi amministrativa attenta alle esigenze del soggetto in formazione e rispettosa della sua personalità e dei suoi interessi; che si sviluppino sul territorio iniziative non solo per la tutela ma anche per la promozione dei soggetti di età minore attraverso una mobilitazione sia delle risorse istituzionali che di quelle del privato sociale rese capaci di collaborare attivamente; che si faciliti la partecipazione alla vita comunitaria del cittadino di età minore per superare la sua sostanziale emarginazione.

Predisporre condizioni per consentire che, per tutti, il complesso percorso di crescita non sia ostacolato ma facilitato. Il che implica costruire una comunità che sia veramente educante e che sappia aiutare il fanciullo a costruire la sua personalità nello spirito degli ideali proclamati nello Statuto delle Nazioni Unite ed in particolare nello spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di eguaglianza e di solidarietà (preambolo della Convenzione). Questa funzione educativa non può essere delegata solo alla famiglia o alla scuola: tutte le agenzie di formazione, anche quelle informali, devono sentirsi responsabili di questa funzione; tutti gli adulti che, professionalmente o non, hanno contatti con soggetti in età evolutiva, devono farsi carico del compito di agevolare l’itinerario maturativo di coloro che si affacciano alla vita. E la politica deve stimolare questo impegno.


estratto da "I DIRITTI ATTUATI. Secondo rapporto del Governo italiano sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo" novembre 1998, Pianeta Infanzia, Istituto Innocenti, Firenze


martedì 7 febbraio 2012





Il coinvolgimento dei singoli cittadini nella vita pubblica è un elemento essenziale per costruire comunità più democratiche, solidali e prospere. Essere un cittadino attivo vuol dire poter godere dei propri diritti, possedere gli strumenti intellettuali e materiali, avere la possibilità di intervenire nelle decisioni e influenzarle, impegnarsi in attività e iniziative che possano determinare la costruzione di una società migliore.
Partecipare significa prendere parte attiva a fatti di interesse collettivo, offrire il proprio contributo a qualcosa, manifestare attenzione per una vicenda e cooperare per raggiungere un risultato comune. Il processo di partecipazione presuppone il coinvolgimento di ogni singola persona all’interno di un gruppo, implica la proposta per la realizzazione di qualcosa e il raggiungimento di un obiettivo, richiede volontà e competenza nell’attivare momenti di coinvolgimento da parte di chi avvia il processo. Ne consegue che la partecipazione dei cittadini è tale solo se volontaria, e comunque influente sulle scelte delle autorità.
La pedagogia e la politica devono avere un ruolo di primo piano e lavorare in modo sinergico al fine di permettere la partecipazione dei cittadini alle questioni che direttamente li riguardano. Gli obiettivi cui dovrebbero tendere sono la diffusione di una cultura dei diritti, di una cultura rispettosa dell’Infanzia e programmare dei veri e propri corsi di educazione alla cittadinanza, rivolti a bambini, giovani e adulti, che non si risolvano in sterili lezioni di educazione civica.
Partecipando in modo consapevole i soggetti sviluppano competenza e sicurezza, le quali aumentano la motivazione a partecipare e a coinvolgere altri soggetti. Questi, a loro volta, svilupperanno capacità che aumenteranno la loro motivazione. E così avanti, dando luogo ad un movimento simile a quello di una spirale che si autoproduce.
La società complessa in cui viviamo soffre per l’incapacità di saper vedere la partecipazione dei cittadini come una risorsa. È, oggi più che mai, necessario creare un nuovo punto di vista che sappia avvertire quegli echi che giungono dal basso non come un problema da mettere a tacere, ma come uno slancio per ritrovare quel senso comunitario andato perso.